Colombia, Palenque – day 13

San Basilio de Palenque, un villaggio dichiarato patrimonio dell’UNESCO ad un ora da Cartagena. Se vai con una macchina. Io invece ne auto, ne tantomeno taxi collectivo, perché alcun altro turista oltre a me aveva pianificato per oggi (solo oggi?, penso che raramente ci vengano) una mezza girornata a Palenque. E quindi con Danilo che mi è venuto a prendere, saliamo prima su bus gigante di Cartagena, poi su due differenti bus per il fuori città e alla fine scesi lungo la statale, saliamo dietro a 2 moto-taxi che ci portano a a destinazione. Ovviamente senza casco.

Fa un caldo torrido incredibile! Entriamo subito nella casa/studio di Danilo per un caffè e una ventina di minuti di chiacchierata in cui mi presente la piccola città.

Piccola ma che fece la storia essendo stata la prima città fondata da ex-schiavi africani che scapparono dalla città – mercato di scambio – di Cartagena rifugiandosi nel verde in mezzo al nulla lungo la valle del fiume Magdalena e dopo tanti scontri con i diversi colonizzatori delle varie nazioni europee, dichiarato indipendente e libero nel 1691.

Da allora, con il forte flusso ‘africans’ tante cose importanti come la musica, i loro costumi (le donne colorate che si vedono a Cartagena), la loro lingua Palenquero – un misto fra lo spagnolo e il creolo – la loro cucina, facendosi dal 2005 riconoscere come Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity dall’UNESCO.

Ce la siamo poi girata sentendomi raccontare dei suoi personaggi importanti che ne hanno fatto parlare nel mondo, come il primo campione del mondo di boxe colombiano che era originario di qui, parlando con la gente del posto per strada o entrando a casa loro, fra cui un famoso tenore, Rafael Casiani Casiani, mentre Danilo continua a raccontarmi tutta la storia di Palenque e la sua tradizione.

Ho fatto bene a farlo ‘organizzato’ e in giornata, piuttosto che da solo. Non ci sarei mai arrivato e credo che Booking neanche abbia idea di dove sia questo posto, ne tantomeno il 99% di loro sappia cosa sia Booking.

Oltre al fatto che non avrei apprezzato la visita.

Mi ha fermato anche lo sciamano del paese vendendomi per 20 spacchiotti un ‘oggetto’ portafortuna da legare in vita (Danilo ne porta uno da anni e dice di avergli migliorato la vita 😱😝😊)

Il tutto con un lauto pranzo a base pesce (spinosissimo ma buonissimo) che ho pulito e mangiato con due gusci duri di qualche frutto locale. Qui anche zero posate.

Poi alle 15 via sotto la pioggia, due gocce in scooter prima, poi sotto al diluvio universale fortunatamente in una bella macchina lussuosa di un suo amico (conosce tutti in zona) per una 20na di km per poi prendere prima un piccolo bus locale e poi un taxi dalla periferia di Cartagena al centro dove alloggio.

Altra esperienza bellissima di questo mio viaggio nella ‘vera’ Colombia. Nazione dove più della metà della popolazione fa la fame. Altro che il mare caraibico.

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