Colombia, PN Tayrona – day 11

Non sono abituato a questo caldo. Si gronda si sudore anche stando fermi. Peggio che in India ad agosto 

Santa Marta a parte quello, almeno il centro  che ho visto è carino. Alcuni localini dove bere, musica a palla ognuno, tavolini fuori pieni nonostante il caldo e dentro semi-vuoti.
Prima tappa il tour operator dove bookare l’escursione al Tayrona NP per domani.
Si suda da morire. Non ero abituato a questo clima. 
Mi sarei aspettato più polizia, molta meno rispetto alle altre città dove sono stato. 
Anche perché ci sono tante ragazzine che cercano di adescare qualcuno. Più di 18 anni? Per alcune direi di no.
Ci sono poi tanti ambulanti che vendono sigarette e in alcuni casi anche sigari cubani… scaduti da tempo! Ho provato a  sentire un cohiba. Voleva 40.000 pesos, era stato fatto 10 anni fa. Mi ha rincorso proponendomelo a 10.000. No grazie 
E anche qui, se non di più rispetto alle altre città in cui sono stato, ad un maschio da solo per strada ogni 2×3 viene avvicinato da qualcuno che gli propone coca o donne.
Un paio di caipirinha in piazza prima di cercare un locale con a/c dove cenare. 
Pizzeria italiana! 😱 mi convinco, si sta benissimo dentro e la pizza non è davvero affatto male.
Altri due passi in giro, un cuba-libre e a dormire che domani alle 6:00 ho la sveglia per andarmene a far trekking al Parco Nazionale di Tayrona! 
PN Tayrona – 21/6
Alle 7 mi dovevamo passare a prendere.
Trovo invece alla reception la news che mi aspettano a due isolati da dove alloggio. 
Mah…
Scopro poi che non mi prende neanche l’agenzia Ecotour dove avevo comprato il pacchetto ma un pullman di non so chi con dentro Argentina, colombiani, peruviani e zero italiani. Cosa non male. Però è un gruppo di età media la mia, ma con stile di vita da sessantenni.
E io pure a 49 mi sento ancora un trentottenne 🤣
Una cosa che non avevo valutato nel bus per arrivare al parco nazionale era l’aria condizionata a 1.000. Ed ero già sudato per aver fatto 200mt, dall’albero alla piazza del pick up.
Subito quindi il telo da mare attorno al collo e sul petto per evitare di gelare.
Mi dovrò assolutamente ricordare domani di vestirmi coperto nel bus che la sera in 4 ore mi porterà a Cartagena, altrimenti arrivo duro come un cubetto di ghiaccio
Arrivati facciamo una 20’ di minuti di fila per l’ingresso e si comincia poi a fare trekking. 
La camminata per raggiungere Cabo San Juan de Guia dura circa 3 ore, incluse le tante soste per scattare fotografie ai paesaggi mozzafiato.
1 ora per la prima tappa dove il mare non è bperò balneabile e poi altri 30’ per la Piscina (la prima spiaggia dove fare il bagno) e ultimi  45’ per la tappa finale di Cabo San Juan dove farsi il bagno, pranzare e rilassarsi. 

Da Cañaveral, il percorso è immerso nella giungla a mezza costa. Solo ogni tanto la foresta si apre e dai suoi scorci si riescono a vedere dall’alto le spiagge selvagge dove nella maggior parte la balneazione è vietata a causa delle correnti molto forti. 

Mi stacco subito dal gruppo per starmene per i cazzi miei accelerando un po’.

Cammino sotto mangrovie giganti, alberi di tante specie, sentendo qua e là versi della fauna locale e, un po’ oltre la metà del percorso, arrivo alla spiaggia di Arecifes, dove però non è ancora possibile ancora fare il bagno.

Proseguo senza fermarmi e con una mezz’ora di cammino raggiungo la spiaggia balneabile di La PiscinaSono sudato come un non so che… fradicio praticamente, e decido quindi di farmi il primo bagno. Cambio mutande-costume e splash il primo bel bagno nel mare caraibico. 

Dopo una mezz’oretta vedo passare il gruppo ‘vacanze Piemonte’ del mio bus e decido allora di rimettermi in moto anche io.
Una mezz’oretta e siamo ad uno dei punti principali e più noti del Tayrona. Dove volendo si può anche fare campeggio.
Prenoto subito con 60.000 spacchiotti la barca per rientrare a Taganga e da lì poi taxi per Santa marta. Così da vedere il parco e la costa da fuori… anche se da subito penso che prenderò tanta acqua visto che il mare è bello ondoso. 
Fino alla sua partenza delle 16:00 tanto riposo, dormendo e facendo bagni per rinfrescarmi ogni mezz’oretta per 5 ore 😱😱😱 5 ore di mare per me sono troppe… stavo comunque all’ombra. 
Si deve poi rientrare e alle 16:00 sono in fila davanti a la plancia.
Una barchetta iso-immigrati in mare nel mediterraneo e dopo 1 ora di schizzi, bagni, salti nelle onde come fossimo alle montagne russe arriviamo a Taganga da dove assieme a 2 americani – con cui poi ho cenato – prendiamo un taxi per Santa Marta.
Città che domani mi girerò piano piano per godermela prima di prendere il treno delle 18:00 per la mia ultima tappa, Cartagena

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