La Colombia… ci siamo quasi.

Anche la copertura assicurativa fatta! Mancano poche settimane al mio prossimo viaggio “reportage fotografico” durante il quale proverò ad entrare in sintonia con la mia nuova Fuji X-T3 dopo i tanti anni da Canoniano.

Proverò a raccontare la Colombia attuale – una nazione che si sta lasciando piano piano alle spalle un periodo buio legato al narcotraffico.

A raccontare negli scatti l’estrema diversità che è presente ancora oggi fra l’elite dei pochi ricchi e il 90% della restante popolazione, che in molti casi rasenta la povertà.

Metropoli, cultura, piccole città “off the beaten track”, natura, gente, mercati, etnie.

Il planning delle diverse destinazioni l’ho già impostato.

le mie mete

Prima tappa Bogotà su cui si hanno tanti pareri discordanti: o la ami o la odi. Vedremo come andrà per me in questo città cosmopolita di 8 milioni di persone che i colombiani chiamano “il frigorifero della Colombia”.

Da lì verso sud, sempre in alto sulle Ande a Popayan, la “Svizzera Colombiana”, per visitare soprattutto il mercato del martedì nella piccola città di Silva a 40 minuti di distanza, con le comunità indigene di Guambianos.

Per poi tornare a nord e atterrare a Medellin, la città rosso-giallo-ocra dell’eterna primavera tra le due cordigliere andine che dopo esser stata tristemente legata alla figura leggendaria di Pablo Escobar ha avviato dal 2002 un processo di radicale rinnovamento.

Da lì a Jardin, a solo 4 ore di bus, un paesino di montagna fuori dalle rotte turistiche e dove sembra di tornare indietro nel tempo, con la gente che  indossa ancora cappelli da cowboy e cavalcano cavalli dentro la città con il suo ritmo della vita piacevolmente lento.

Poi altro aereo interno e si arriva  a San Gil, dove girovagare per 2 giorni nella campagna circostante e visitare gli splendidi paesini di Barichara e Guane prima di prendere il bus notturno per arrivare all’alba a Santa Cruz de Mompox. Avete presente le storie raccontate da Gabriel Garcia Marquez? Ecco lì mi sentirò uno dei suoi personaggi in una  città coloniale perfettamente conservata. Come disse Simón Bolívar “Mompox does not exist, sometimes we dream about it, but it does not exist

Ultima tappa Cartagena per un po’ di relax fra mare e città ed una bella giornata a San Basilio de Palenque, una delle prime città degli schiavi liberate nelle Americhe e la conseguente esplosione di musica, costumi e sapori, prima di riprendere il volo per tornare a Roma.

Se volete seguirmi troverete qui il mio diario di viaggio e alcune foto con cui tappa per tappa vi racconterò la “mia” Colombia

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