India – diario di viaggio: l’alba ad Agra e il viaggio per Bundi (day 7)

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Stamane sveglia alle 5:00 per essere al Taj Mahal all’apertura dei cancelli alle 5:45. Come sempre quando c’è qualcosa di importante da fare, o che voglio fare, la sveglia non serve… Occhi aperti alle 4:50. Doccia al volo per svegliarmi bene ed sono pronto. Al cancello della Guest house trovo il lucchetto chiuso e mi tocca svegliare il portiere per aprirmelo. 5′ a piedi, faccio il biglietto e sono il primo in fila

Ma l’alba e’ un po’ sfigata dal punto di vista meteo dato che il cielo e’ coperto e di sole che sorge da fotografare non se ne parla proprio… Ma la maggiore imprecazione e’ all’ingresso. Supero tutti i controlli (controlli stile JFK apt a NY) tranne che per il… treppiedi! Porca put…! Non te lo fanno entrare e ti obbligano a portarlo all’ufficio depositi. Vado li e scopro che apre alle 6:00, ma alle 6:05 ancora nulla… Porca put…bis!! Temendo di dover aspettare a lungo prendo al volo un tuk-tuk e vado a lasciarlo in albergo.

In pratica anziché alle 5:45 entro alle 6:20

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Ma a parte che c’erano un altro po’ di persone già li, in termini di foto all’alba molto non ho perso, perché il tempo e’ bruttino. Il tempio è molto bello si, lo ammetto, ma sinceramente rispetto a San Pietro non molto!

Lasciato il Taj Mahal ritorno verso Agra dove faccio una bella colazione all’americana. Oggi avevo voglia di scrambled egg!

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Comincio poi a cercare una farmacia aperta perché, come era capitato a Natale durante il viaggio nel giro in Europa, anche qui mi stanno venendo le vesciche sui piedi. Una già c’è per colpa della cucitura dei sandali… Avrò speso su Amazon 1/3 del costo delle mie amate Teva ma queste qui non reggono il confronto in termini di fattura. Era meglio spendere di più e soffrire di meno.

Trovata la farmacia scopro una cosa fichissima… Ti danno tutto a pezzi. Sia i farmaci che cose come i cerotti. Gli ho chiesto i band-aid e lui mi ha chiesto quanti. Io pensando alla confezione ho detto one! Mi ha preso 1 cerotto dal cassetto e dopo le mie risate gli ho detto 10 grazie 😀 Chissà se uno chiede i preservativi … per far bella figura secondo me la gente ne chiede come minimo 10 anche per quelli 😛 😀

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Anche stamane poi mi giro la zona del mercato e la città vecchia. Una cosa qui in India e’ costante e impressionante. La sporcizia. Ne ho fatti tanti di viaggi girando tante città ‘popolari’ o addirittura ferme ad anni fa. Sapa in Vietnam, Battambang in Cambogia, Luang Namtha nel Laos, la zona del Triangolo d’oro in Thailandia, il Chiapas in Messico o i villaggi masai o di altre tribù africane fra Tanzania, Sud Africa e Botswana. In nessuno di questi posti c’era neanche lontanamente la sporcizia per strada che sto vedendo qui. Ed e’ così un po’ ovunque.

Dopo aver fatto il check out nelle 2 ore di tempo prima di lasciare Agra mi sono preso un tuk tuk a pedali e ho girato un po’ la città tornando verso il forte e la zona più commerciale … ovunque la monnezza lungo la strada c’è sempre.

Al Forte, accaldatissimo nonostante non pedalavo io, mi sono bevuto una cosa buonissima ma non ho idea di cosa fosse. Era davvero dissetante e aveva una bottiglia di vetro particolarissima, con una pallina dentro che scuotendo agita la bevanda. Una sorta di acqua tonica locale

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Rientrato poi ad all’albergo prendo lo zaino, saldo il biglietto del treno e con il taxi prenotato mi incammino verso la stazione di Mathura ad 1 ora e mezza da Agra dove devo prendere il treno per Kota.

Anche il tassista alla guida e’ un fenomeno! Fa anche le rotatorie contromano. Quello che mi chiedo in generale e’ cos’è qui il senso di marcia? Secondo me qui la patente non la danno neanche con i punti del Dash. Non esiste proprio … Chiunque può guidare. E secondo me la Tata e le altre marche delle automobili per risparmiare non hanno neanche istallato le frecce sulle auto. Non ne ho mai visto lampeggiare una.

Comunque in taxi meglio dormire e non vedere quello che fa e chi ti viene incontro… Quindi sonnellino per recuperare fino alla stazione.

Salutato l’Alonso di turno prendo i due zaini e mi metto ad aspettare il treno.

Arriva puntuale, con il solito assalto degli indiani per la 3 classe senza prenotazione, e io vado con calma al mio posto 12 nello scompartimento C3. E metto subito la felpa visto che ero sudato, e non poco, e l’aria condizionata come sempre in treno e’ a mille!

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Lungo il tragitto due chiacchiere con i passeggeri accanto a me e qualche pagina di L’ombra del Vento mentre fuori c’è una pioggia costante dalle 17:00.

Arrivato a Kota e’ arduo trovate il taxi per Bundi. Il primo mi dice ok poi fa il giro della stazione chiamando al cell un amico e mi porta ad altra macchina perché lui con il suo taxi non può andare fuori città. E allora per qualche cavolo di motivo mi hai fatto salire e portato in giro 10′ contattando amici tuoi? Le parolacce in italiano e inglese non sono mancate dirette a lui. Qualcuna l’avra’ capita spero.

L’amico suo non conosce l’albergo e, cosa scontata, non spiccia una parola di inglese. Mi chiede la stampa della prenotazione e va in farmacia a farsi tradurre l’indirizzo e farsi spiegare la strada. Le mie imprecazioni non mancano neanche stavolta.

India… lo so che sei così ma io la gente furba non la tollero. E la maggior parte qui e’ così. Facile girare con tour operator con tutti che ti sorridono visto quanto paghi, altro invece è’ fare tutto da soli e dover evitare ti fottano.

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Sarà per la pioggia e visto l’orario ma la strada da Kota a Bundi e’ come la Pontina per il Circeo il sabato alle 11:00. Trafficatissima!

Ah stavo poi dimenticando che qui si guida con gli abbaglianti fissi e anche le doppie frecce spesso accese. E nonostante ciò stavamo per fare frontale con una mucca bianca… Magrolina ma comunque grandicella. Sarà pure santa ma tutta sta voglia di mandarla in paradiso e seguirla non ce l’ho.

Arrivato a Bundi vivo, ringrazio il cielo e subito un panino e poi a dormire incrociando le dita che domani il monsone stia più tranquillo.

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