Nella Nubra Valley nel Ladakh

Prosegue il viaggio in India.
Qui il mio diario scritto day by day mentre ero li, con alcune delle mie foto.

Altre ne trovate sulla mia pagina di Flickr o random nella mia pagina fotografica di Facebook o di Instagram

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21 e 22/8 – I 2 giorni nella Nubra Valley

Primo giorno: ho aperto gli occhi prestissimo nonostante la sveglia fosse un paio d’ore dopo. Sarà stato oggi per la trepidate attesa dei due giorni che mi aspettano nella Nubra Valley. Fatta una lauta colazione rifocillante mi incammino verso l’agenzia dove ho l’appuntamento per partire cercando lungo la strada un burro di cacao perché ho le labbra a pezzi e non potrei baciare nessuna Ladakhiana.

Arrivato, mentre aspettiamo finiscano di preparare la Jeep ci presentiamo con i due compagni di viaggio Thomas & Petra, due giovani di Stoccarda che da 8 mesi stanno facendo campeggio in giro per il mondo (Nuova Zelanda, Australia, Indonesia, Malesia, Filippine e ora India). Grande invidia la mia!

Cominciamo a salire e il primo cartello recita: You are driving in the most higher road in the World! Una strada praticamente a senso unico che mette i brividi a ogni curva dove da una parte hai la roccia ma dall’altra il precipizio e non c’è ovviamente nessun guard rail. Purtroppo, salendo con l’aumento della pressione atmosferica comincia a farmi male l’orecchio destro (al ritorno il sinistro), il dolore peggiorava sempre più amplianodosi e mi si stava bucando cervello dopo pochi km. Con me avevo, oltre al farmaco per il mal di montagna (di cui non ho mai sofferto), solo la tachipirina che fortunatamente ha alleviato il dolore dopo una mezz’oretta che l’ho presa. Salire d’altitudine (non poca) fa questi scherzi.

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Finito il primo tratto di strada asfalta dopo la consegna del primo visto al check in militare – perché andavamo in una zona dove è necessario chiederlo per entrare – siamo passati sulla strada sterrata piena di buche ad una velocità media 30 km/h!

Arrivati al passo di Khardung La siamo stati fermi per i max 20/25′ consigliati, bevendo un bel black the che fa bene e facendo un po’ di foto del fantastici panorama e mettendoci in fila per fare quella sotto il cartello che dice ce sei sotto il passo carrozzabile più alto al mondo.

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Scendiamo poi verso la valle Nubra con la strada che attraversa un paesaggio stupendo. Nonostante le curve sono stanco e la tachipirina incrementa il sonno e per un oretta mi abbiocco. Raggiunta la valle ci fermiamo al primo paesino per pranzare. Sono le 13:00. Ottimi ravioli alle verdure e un bel the a chiudere il pranzo.

Riprendiamo poi verso le due la jeep per la prima tappa: Deskit. Arriviamo al tempio buddistha verso le 14:30. Nonostante eravamo a circa 3500 metri, e il tempo era coperto, faceva molto caldo. E per raggiungere il tempio abbiamo dovuto attraversare un villaggio tutto fatto a scale. Finita la visita, siamo ripartiti percorrendo una strada che attraversava una zona strana con da una parte a sinistra le rocce mentre a destra c’è sabbia!?! Cosa che davvero sull’Himalaya non ti aspetti.

E invece la seconda destinazione era proprio la zona desertica di Hunder. Arrivati passeggiamo verso le ‘Sand Dunes‘, dove volendo si poteva anche andare noleggiando i dromedari.Lasciate anche le dune ci dirigiamo verso la GuestHouse dove alloggiavo. (i due tedeschi dovevano semplicemente trovare una zona dove montare la tenda).

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Struttura base ma pulita dove ovviamente però non c’era wifi. Subito una bella doccia calda e poi a dormire un paio d’ore. Aperti gli occhi alle 18:30 mi sono chiesto subito cosa potevo fare fino alla cena delle 20:30.

Tantra non sono e quindi solo pensare non faceva per me… E porca paletta mi ero scordato il libro La Porta del Vento. Prima quindi ho portato avanti il resoconto finale su questo viaggio che posterò una volta lasciato Leh e l’India, e poi mi sono messo a rivedere le foto fatte da inizio viaggio, per riviverlo ed eliminare qualcuna se non mi convinceva. Alle 20:30 hanno bussato alla camera per confermarmi che la cena era pronta. Sceso in sala mi sono seduto per terra sui loro tappeti e mi hanno servito un ottimo minestrone, con tanti legumi, e un piatto di patate e cipolle, oltre ovviamente al loro pane. Finita la cena sono tornato in camera finendo in un paio d’ore di guardarmi gli oltre 3500 scatti fatti sino ad oggi.Molti mi sono piaciuti… Sarà dura trovare le mie preferite. 


21 e 22/8 – Nubra Valley, 2ndo giorno

Secondo giorno: Il tempo, perlomeno a Hunder dove ho dormito, non era proprio il massimo quando alle 6:30 ho aperto gli occhi. Cielo copertissimo e un vento impressionante che piegava gli alberi.

A colazione un bel pane con verdure e cipolle e una bell’omelette con cipolle… Se anche avevo le labbra non screpolate col cavolo che anche la più cessa del Ladakh m’avrebbe baciato Uah Uah Uah.

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Un ora poi ad aspettare la jeep… L’appuntamento era alle 8:00 e lui è non arrivava. Nel frattempo giravo l’orto, vedevo come essiccavano le albicocche, i funghi e facevano il formaggio. Poi alle 9:20 mi sono un po rotto le scatole e ho chiamato l’agenzia di Leh che aveva organizzato il viaggio (non avevo il cell del driver).

Alle 9:30 arriva a prendermi e partiamo. Lungo la strada sosta obbligata di una mezz’ora in un ponte a unica corsia e che regge un mezzo per volta, dove ovviamente la precedenza l’avevano i cento e oltre camion militari. Toccato poi a noi riprendiamo la strada e dopo 12km arriviamo al monastero di Sumur, l’ultima tappa prima di metterci in moto per le 4/5 ore di auto e rientrare nel pomeriggio a Leh. Anche se l’hai già fatta all’andata la strada che si inerpica sulla montagna e’ impressionante…. Qui davvero chi non sta ben attento mentre guida e magari usa un cellulare sta regalando l’anima al signore.

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Dopo esserci fermati a pranzo a Kumbalgar per due spaghi con verdure miste ripartiamo e dopo pochi km la macchina comincia a dare problemi. Da sotto le ruote anteriori un fischio fisso, che si accentua in curva. Skalzang il driver si ferma due volte per cercare di capire ma poi riparte… Forse dischi delle ruote surriscaldati, infatti ad un certo punto si ferma e tira dietro le gomme secchiate d’acqua. Ci fermiamo al passo per un che caldo e ripartendo la fortuna vuole che non sentiamo più rumore alle ruote. Forse era un sasso dice il driver che si era infilato e sfregava contro i dischi. Scendendo verso Leh io al volo, mentre lui guidava, scattavo le ultime foto alle faglie detritiche e alle vette.

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Una due giorni bellissima. E ora a fare le valigie che domani alle 8:00 ho il volo per Delhi per poi alle 14:30 prendere il diretto per Roma…

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